Avola

Patria della Mandorla e del Vino

Splendida cittadina costiera, situata alle origini sulle colline iblee che ora si trovano alle spalle del centro abitato, ha saputo risorgere in maniera orgogliosa e caparbia dal nefasto terremoto del 1693 che la distrusse in buona parte, fu ricostruita per volere del principe Nicolò Aragona Pignatelli, Duca di Terranova, ed oggi si presenta con una nuova struttura urbanistica a pianta esagonale unica nel suo genere, di grande interesse architettonico.

L’aspetto naturalistico della zona, non è da sottovalutare, data la presenza della Cava Grande del Cassibile, un canyon naturale che scorre dal tavolato ibleo fino alla pianura costiera. La Cava si presenta con la struttura di una valle che va ad aprirsi su delle coste molto ripide. Essa è tra le più estese tra quelle che solcano gli Iblei, presenta numerose tombe a grotticella che vanno a costituire la necropoli del Cassibile.

Oggi moderna cittadina, ha un’economia principalmente basata sulle attività agricole, rinomata è la pasticceria, legata alla coltivazione nelle zone limitrofe alla città di Noto di una particolare varietà di mandorla, la Pizzuta d’Avola. Da Avola prende il nome anche il famoso vino, il Nero d’Avola, la cui origine è legata ai vitigni della cittadina e, nonostante oggi sia prodotto soprattutto in altre località, rende Avola famosa in tutto il mondo.

Nuova fonte di sostentamento per i cittadini è certamente il turismo, le spiagge di sabbia dorata e l’enogastronomia locale attira infatti ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Noto

Lo splendore del Barocco

cattedrale-notoIn un territorio in cui sono abbondanti le coltivazioni di olive e mandorliNoto rappresenta un piccolo gioiello barocco arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro, coperta di agrumi.

Tanto bella e armoniosa da sembrare una finzione, la città nasce da un fatto tragico: il terremoto del 1693.

Prima di allora sorgeva a 10 km di distanza e aveva origini assai antiche. Per la ricostruzione venne scelto un luogo meno impervio e più vasto, che permettesse la realizzazione di un impianto semplice, lineare, con intersezioni ad angolo retto e strade parallele ed ampie, secondo il nuovo gusto barocco.

La città fu costruita utilizzando prevalentemente la pietra calcarea locale che, colorata dal tempo, ha assunto quei toni dorati e rosastri che al tramonto risultano ancor più caldi e avvolgenti.

L’impianto è estremamente scenografico, ottenuto studiando e “truccando” le prospettive in modo singolare, giocando con le linee e le curvature delle facciate, con le decorazioni delle mensole, i riccioli e le volute, i mascheroni, i putti, i balconi dai parapetti in ferro battuto che si piega in forme aggraziate e panciute.

Tra i molti artisti siciliani che collaborarono per la ricostruzione vanno ricordati Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi.

L’asse principale è Corso Vittorio Emanuele, scandito da tre piazze, ognuna con una chiesa. All’inizio del corso c’è Porta Reale, monumentale ingresso a forma di arco di trionfo, eretto nel XIX secolo.

Alle spalle si stende un viale alberato fiancheggiato dal bel Giardino Pubblico, uno dei luoghi di ritrovo degli abitanti.

Piazza Municipio è la più maestosa delle tre piazze, delimitata a sinistra dalle armoniose linee curve di Palazzo Ducezio e a destra dalla Cattedrale.

Quest’ultima, caratterizzata da un’ampia facciata e scandita da due campanili, lascia intravedere in secondo piano i resti della cupola, crollata nel 1996 insieme a gran parte della navata centrale. L’edificio è preceduto da un’amplissima e sinuosa scalinata digradante nella piazza e fiancheggiata da due esedre alberate.

Ai lati della Cattedrale si possono ammirare Palazzo Vescovile (XIX sec.) e Palazzo Landolina di Sant’Alfano che, con le loro linee curve, sembrano controbilanciare l’esuberanza degli altri edifici.

Proseguendo lungo corso Vittorio Emanuele, sulla destra si apre via Nicolaci: si sviluppa leggermente in salita ed è chiusa a monte dalla bella facciata concava della Chiesa di Montevergini, stretta tra due campanili. I due lati di questa via sono un susseguirsi di bei palazzi barocchi tra i quali, sulla sinistra, spicca Palazzo Nicolaci di Villadorata, caratteristico per i suoi balconi esuberanti, sorretti da mensole fantasiose a forma di putti, cavalli, sirene, leoni e figure grottesche.

L’ultima piazza che incontriamo lungo l’asse principale è piazza XVI Maggio, dominata dall’elegante facciata convessa della Chiesa di S. Domenico, davanti alla quale si trova la deliziosa Villetta d’Ercole con al centro l’omonima fontana. Di fronte si staglia l’ottocentesco Teatro Vittorio Emanuele III. Tutt’intorno all’impianto regolare settecentesco del centro storico, sono “sorti” i quartieri popolari caratterizzati dagli stretti, tortuosi e spesso labirintici vicoli che contraddistinguono i borghi medioevali.

Dal 2002 l’Unesco ha dichiarato la città Patrimonio dell’Umanità.

Per quanto riguarda la ricchezza del territorio, oltre alle già citate coltivazioni di olive, mandorle e agrumi, Noto è famosa anche per la produzione del suo moscato, detto il “Pali io”. Tale vino può essere naturale, spumante o liquoroso.

Degna di nota, la terza domenica di maggio una manifestazione attesissima è la “Primavera Barocca”, eventi e concerti, mostre artigianali, sfilate di carrozze d’epoca e carri infiorati culminanti nell’ “Infiorata di Via Nicolaci”, spettacolare tappeto di fiori allestito da artisti locali lungo tutta la via e che illustra ogni anno scene e temi iconografici differenti.

Noto è città d’arte e di cultura, lontana ancora dai grandi flussi del turismo cosiddetto “di massa”. Di conseguenza non vi si trova il rumoroso susseguirsi di negozietti di souvenir e chincaglierie, i pub, i fast-food e le paninerie, che affollano le altre città turistiche dell’isola: fortunatamente sono ancora pochi anche i locali che portano il barocco nell’insegna, per attirare clienti e avventori.

Siracusa

Arte, Storia e Cultura

Siracusa è un comune italiano, capoluogo dell’omonima provincia in Sicilia, in passato fu una fra le metropoli più grandi del mondo antico, nonché la più grande città greca.

Ricca di storia e di monumenti, testimonia tutta la varietà e complessità culturale della Sicilia, dalla preistoria ai giorni nostri. Sintesi perfetta di questa varietà è il Duomo (tempio dorico costruito su insediamenti siculi, poi basilica bizantina, chiesa normanna, tardo rinascimentale e infine barocca).

Situata in una posizione felice, si affaccia sulla sottostante linea costiera, e dotata di un magnifico porto naturale, la città odierna é divisa tra una parte vecchia, l’isola di Ortigia, e una parte nuova, di recente espansione.

Visitare Ortigia, l’anima di Siracusa, è un’esperienza unica e piacevole, un lungo viaggio, tra templi greci e chiese cristiane, palazzi svevi, aragonesi e barocchi, cortili, vicoli arabi, botteghe, modeste abitazioni e grandi edifici pubblici. Durante la visita si incontrano belle e storiche piazze, quartiere ebraico e la sinagoga trasformata in chiesa Cattolica, strade animate e vicoli solitari, la Fonte Aretusa, luogo legato al mito, una biblioteca che custodisce libri rari e antichi, una preziosa collezione numismatica. È possibile visitare la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, che espone opere di Antonello da Messina e Caravaggio, l’Istituto del Dramma Antico, il Museo del Cinema. A Ortigia si respira la storia.

Comunque capiti di percorrerla s’incontrerà sempre il mare: il grande porto naturale che é bellissimo al tramonto, il mercato, gli odori per le strade, i menu di pesce dei ristoranti. Ogni cosa a Ortigia riporta al mare.

La città moderna ha inglobato parte del patrimonio archeologico della città come le Latomie dei Cappuccini, la Chiesa e le Catacombe di San Giovanni Evangelista, il Santuario di Demetra e Kore. Un po’ isolato si trova il Parco della Neapolis – con il Teatro Greco, l’Anfiteatro Romano, l’Ara di Ierone II, le Latomie del Paradiso e di Santa Venera, la Grotta dei Cordàri e l’Orecchio di Dionisio – riesce a dare le suggestioni di un luogo dove ancora natura, storia e mito s’incontrano.

La vita culturale cittadina è conosciuta soprattutto per il ciclo biennale di spettacoli classici che hanno il loro spazio scenico nel Teatro Greco.

La natura qui è fatta di spiagge e costiere che si susseguono bagnate da un mare limpido e cristallino. Le meravigliose spiagge di Siracusa si trovano a pochi chilometri fuori dalla città, lungo la costa meridionale. Sabbie bellissime, di finissima sabbia bianca in un vero e proprio paradiso terrestre. Vere e proprie spiagge da sogno, dove è possibile rilassarsi, prendere il sole, divertirsi. Mare pulito, posti incontaminati dove l’uomo ha lasciato che la natura facesse il suo corso e vivesse indisturbata.

Marzamemi

Borgo Turistico Marinaro

Marzamemi è un borgo marinaro, di cui una parte appartiene al comune di Pachino, da cui dista circa 3 km, e una seconda parte appartiene al comune di Noto, da cui dista 20 km. Il nome deriva dall’arabo Marsà al-hamām, che significa “Baia delle Tortore”, poichè la zona rappresenta luogo obbligato di passaggio delle tortore durante le migrazioni. Nella zona, verso la fine del 1800, e’ stato costruito uno scalo marittimo, vicino alla preesistente tonnara ed alla seicentesca casa padronale dei principi di Villadorata. Il borgo è bagnato dal mare Ionio. Gli abitanti di questa località sono tutti dediti alla pesca.

La località si può considerare come la spiaggia di Pachino. Nel periodo estivo, infatti, la sua popolazione aumenta considerevolmente, per il numeroso affluirvi di turisti. In questa località, alla punta estrema della Sicilia, il panorama è davvero incantevole. Qui il mare è limpido ed azzurro, dai fondali pescosissimi, ed il paesaggio è caratterizzato da spiagge incontaminate, inframmezzato da piccoli borghi marinari e da tonnare dismesse. Marzamemi è, in questo angolo di Paradiso, senz’altro la più ambita tra le mete. Nelle calde notti d’estate i visitatori locali e stranieri affollano bar, trattorie e locali tipici. Intorno alla piazzetta centrale, le casette dei pescatori si sono trasformate in caratteristiche case di villeggiatura o rinomate trattorie. In questo piccolo e delizioso borgo è possibile ammirare la residenza estiva del Principe di Villadorata che, affiancata alla Tonnara, domina gran parte della piazzetta.

Anche a Marzamemi non può trascurarsi la gastronomia locale caratterizzata da sapori di terra e di mare. Il tonno di Marzamemi è la specialità ed il prodotto tipico che rende la cittadina famosa anche aldilà dei suoi confini. Storia, cultura e bellezze naturali sono ingredienti di questo paesino incantevole che, se da una parte sa prendere per la gola attraverso le sue prelibatezze, è capace di prendere anche l’anima di chi è ancora innamorato del sole, del mare e del silenzio.

Modica

Barocco & Cioccolato

Modica è città ricca di storia e di alto lignaggio, il sito nella quale sorge ha avuto frequentazioni fin dalla tarda età del bronzo, passando le varie epoche e denominazioni dai Sicani ai Fenici, dai Siculi ai Greci, fino ad arrivare a Romani, Bizantini, Arabi, Normanni e, infine, Spagnoli.

Il nome “Modica” deriva probabilmente dal siculo Mùrika e ha come significato quello di “nuda roccia”, tramandato nei secoli e contaminato anche dall’arabo Mohac o Mudiqah è arrivato fino ai nostri giorni. Il termine indica inconfondibilmente i colli e le cave calcaree dove si sviluppa la città.

Proclamata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2002 insieme con altri sette comuni del Val di Noto per la sua incredibile ricchezza di monumenti costruiti in stile tardo-barocco ibleo dopo il devastante terremoto dell’11 gennaio 1693, città ricca di storia e tradizione, rispecchiate pienamente nella ricchezza e magnificenza dei suoi edifici.

I monumenti da vedere in primis sono il Duomo di San Giorgio a Modica Alta e la Chiesa Madre di San Pietro a Modica Bassa, la Chiesa di Santa Maria di Betlem, con, soprattutto, al suo interno.

Una città viva, piena di sensazioni, odori, esperienze da vivere e da gustare. La sue nature artigianale e dolciaria si intersecano indissolubilmente in un mondo autentico che vale la pena essere esplorato. Appena arrivati a Modica, c’è una tappa che non può non essere al primo posto del nostro itinerario delle esperienze da vivere ed è la degustazione di cioccolato. Non solo splendore architettonico ma anche autentica vita siciliana da gustare in tutte le sue sfaccettature.

Ragusa

La Città dei Ponti

Ragusa, capitale del barocco siciliano è una splendida città nella parte della Sicilia sud-orientale. I capolavori architettonici che la caratterizzano le hanno valso la nomina tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Il paesaggio, la tradizione, il mare, la storia, la rendono un itinerario ricercato e affascinante non lontano, per caratteristiche, da quello più vasto ed altrettanto unico della Sicilia orientale e di tutta l’isola.

Marina di Ragusa, tra le più attrezzate e rinomate località balneari della Sicilia, è apprezzata per i suoi lidi di sabbia dorata finissima.

Le spiaggie limitrofe da visitare sono quella di Punta Secca e la spiaggia di Calamosche, una piccola cala di sabbia, stretta tra due promontori rocciosi e circondata da dune, con acque trasparenti.

La costa di Ragusa è lunga 50 km, varia per aspetto geografico ed architetturale e va da Scoglitti a Pozzallo. Si alternano infatti, spiagge a scogli, bassi, sul mare, e località turistiche avanzate, a paesini di pescatori e pittoresche abitazioni. Il territorio negli ultimi anni è stato dotato di strutture alberghiere e ricettive in genere, che hanno consentito di potenziare l’afflusso turistico in estate. Le spiagge sono stupende; la sabbia è finissima e dorata.

La vegetazione offre la presenza di naturali e suggestivi pantani, alberi di carrube e vigneti. Gli amanti della vacanza senza freni e della vita notturna non possono fare a meno di visitare Marina di Ragusa, mentre Sampieri e Donnalucata (tuttavia ricchi di strutture e locali notturni) sono consigliati a chi preferisce una vacanza più tranquilla e rilassante.

Primavera ed autunno sono due speciali stagioni per coloro che davvero desiderano una vacanza diversa. La temperatura mite della costa consente di fare un bagno, del surf o prendere il sole anche in questi periodi di bassa stagione, lontani dal turismo di massa. Sempre più numerosi sono infatti i turisti della bassa stagione. Poi, sia in estate che in inverno, chiunque può gustare i sapori e l’ospitalità dei numerosi ristoranti situati lungo la costa, specializzati nella cucina di deliziosi piatti a base di pesce fresco. La passeggiata sui caratteristici “lungomare”, di fronte a meravigliosi tramonti e spettacolari paesaggi, completano l’indimenticabile vacanza